L'anno zero per lo sport orientamento è il 1919 quando, nei dintorni di Stoccolma (Svezia), venne organizzata la prima gara ufficiale di orientamento, in cui presero parte 202 concorrenti: nel 1975, nel corso del congresso IOF di Stoccolma, è stato inaugurato un monumento nel luogo di partenza di quella gara. In realtà le vere origini dell'orienteering risalgono al 1887, quando in Norvegia, vicino a Bergen, fu organizzata una prova di sci orienteering.
La prima gara internazionale si disputò nel 1932 fra Svezia e Norvegia; in seguito si segna un rapido incremento di partecipazione per questa nuova disciplina sportiva, che via via si diffonde in Danimarca, URSS, Svizzera, Ungheria, Cecoslovacchia e pure oltreoceano negli USA. Un ulteriore notevole contributo allo sviluppo dell'orienteering si ebbe nel maggio 1959 con la fondazione dell'International Orienteering Federation (IOF).
In Italia l'orientamento è arrivato con un certo ritardo rispetto ad altri Paesi: vide un primo sostegno dai gruppi sportivi militari che, negli anni '50, cartografano la zona dei Laghi di Monticolo in provincia di Bolzano, e vi disputano il "Trofeo Buffa". In seguito a queste competizioni militari il 26 ottobre 1975 nasce il CTO (Comitato Trentino di Orientamento), che dal 13 al 15 novembre 1975, ospita a Trento una riunione della Commissione Promozione e Propaganda dell'IOF. Nel 1976 la cartina militare di Ronzone diventa una vera carta da orientamento e in questo impianto cartografico si disputano i primi campionati italiani.
Nel 1986, anche per merito di Vladimìr Pàcl, nasce la Federazione Italiana Sport Orientamento (FISO). E' da questa data che l'orienteering italiano inizia a farsi conoscere a livello internazionale, anche attraverso l'organizzazione di competizioni internazionali come a Castelrotto nel 1993.
Gli sforzi attuali a livello internazionale sono volti a promuovere l'inserimento dell'orienteering nei Giochi Olimpici, sforzi che fino ad oggi non hanno avuto successo nonostante l'Orienteering possieda già da un po' di tempo la sua "Coppa del Mondo" (Orienteering World Cup) ed un suo "Campionato Mondiale" (World Orienteering Championships). Questo perché il luogo delle competizioni è spesso lontano dalle città e quindi dagli sponsor e la durata della manifestazione è tutt'al più lunga come la corsa individuale di ogni atleta. Gli sforzi per sviluppare un formato adatto ad essere inserito nei giochi olimpici si stanno focalizzando sul Park-O (Orienteering nei parchi cittadini) e sulla staffetta a corta distanza (sprint). Alle olimpiadi di Nagano (1998) è stato inserito lo Sci-O a titolo dimostrativo (medaglia d'oro assegnata all'italiano Nicolò Corradini), ma l'iniziativa non ha avuto nessun seguito. Sono infatti falliti i tentativi successivi di inserire lo sci orienteering nel programma dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006, cosiccome nel 2010 a Vancouver. Sembra ormai certo che nemmeno per la XXII Olimpiade Invernale del 2014 in Russia lo sci orientamento potrà avere un suo piccolo spazio, nemmeno a livello dimostrativo.
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